domenica, 20 maggio 2007

Luna

E guardo il mondo da un oblò
mi annoio un po’
passo le notti a camminare
dentro un metrò
sembro uscito da un romanzo
giallo
ma cambierò, si cambierò

Gettando arance da un balcone
così non va
tiro due calci ad un pallone
e poi chissà
non sono ancora diventato
matto
qualcosa farò, ma adesso no
Luna!

Luna non mostri solamente la tua parte migliore
stai benissimo da sola sai cos’è l’amore
e credi solo nelle stelle
mangi troppe caramelle...Luna!
Luna ti ho vista dappertutto anche in fondo al mare
ma io lo so che dopo un po’ ti stanchi di girare
restiamo insieme questa notte
mi hai detto no per troppe volte...Luna!

E guardo il mondo da un oblò
mi annoio un po’
se sono triste mi travesto
come Pierrot
poi salgo sopra i tetti e grido
al vento
guarda che anch’io ho fatto a pugni con Dio

Ho mille libri sotto il letto
non leggo più
ho mille sogni in un cassetto
non lo apro più
parlo da solo e mi confondo
e penso
che in fondo sì sto bene così
Luna!

Luna tu parli solamente a chi é innamorato
chissà quante canzoni ti hanno già dedicato
ma io non sono come gli altri
per te ho progetti più importanti...Luna!
Luna non essere arrabbiata dai non fare la scema
il mondo è piccolo se visto da un’altalena
sei troppo bella per sbagliare
solo tu mi sai capire...Luna!

E guardo il mondo da un oblò
mi annoio un po’
a mezzanotte puoi trovarmi
vicino a un juke-box
poi sopra i muri scrivo in latino
evviva le donne, evviva il buon vino

Son pieno di contraddizioni
che male c’è
adoro le complicazioni
fanno per me
non metterò la testa a posto
mai
a maggio vedrai che mi sposerai...Luna!

Luna non dirmi che a quest’ora tu già devi scappare
in fondo è presto l’alba ancora si deve svegliare
bussiamo insieme ad ogni porta
se sembra sciocco cosa importa...Luna!
Luna che cosa vuoi che dica non so recitare
ti posso offrire solo un fiore e poi portarti a ballare
vedrai saremo un po’ felici
e forse molto più che amici...Luna!


Stanotte mi sono incantata davanti alla luna, mi ha chiamato sorridendo tra le foglie grandi degli aceri, era lassù e brillava come non capitava da tempo.
In mezzo a tutto quel blu spiccavano i raggi argentati dell'allegra falce.
Mi voleva parlare delle notti future che mi regalerà, mi ha cantato una canzone e io ho ballato per lei.
postato da: sottoilsole alle ore 23:27 | link | commenti (2)
categorie: poesia

Commenti
#1    20 Maggio 2007 - 23:27
 
questa canzone mi ricorda il 1980....avevo 18 anni.....wow!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente marcol62

#2    20 Maggio 2007 - 23:34
 
A me ricorda tanto le vacanze estive di quando ero bambina.. :) sembra una semplice canzonetta eppure penso sia più profonda di quel che si potrebbe pensare..
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sottoilsole

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